L’infinito materico, nell’high-end upcycling, vede l’oggetto originale non come rifiuto, ma come seme.
Il principio ispiratore di Riduci, Riusa, Ricicla.
La luce assurge a elemento che riattiva la materia, capace di ridare nuova vita alle cose che si trasformano in arte.
Il concetto di Infinito Materico definisce il superamento del limite temporale dell’oggetto. Quando un manufatto esaurisce la sua funzione originaria, sembra destinato all’oblio.
La progettazione interviene per innescare una metamorfosi luminosa.
La luce non è un accessorio, ma l’anima che riabita il corpo della materia. In questo dialogo, la solidità tattile e spesso austera dell’oggetto riciclato, si fonde con l’etereità della luce, creando un contrasto sensoriale. La materia fornisce il racconto e la stabilità; la luce infonde l’emozione e il presente.
Grazie a questa sinergia, l’oggetto smette di essere un “finito” per diventare una presenza, capace di comunicare e vibrare nello spazio abitativo contemporaneo.

lampada ALLA DERIVA
